Già tra il 1815 ed il 1830 alcuni dilettanti filarmonici partecipano ad anniversari civili e feste religiose, accompagnando con la loro musica le visite di personaggi famosi. Una barca con “la musica turca” formata da 14 suonatori (3 dei quali fatti venire da Rovereto) accompagna l'ingresso a Riva del governatore Chotek il 19 giugno 1821 e sarà stata presente anche alle visite di Metternich l'11 ottobre 1822 e dell'arciduca Ranieri, vicere d'Italia nell'aprile del 1829. Con l'assunzione nel 1836 del M° Anatolio Santi, (organista della parrocchia di S.Maria Assunta, già presente a Riva dal 1823 ), si inizia ad istruire un piccolo gruppo di musicisti. Il 20 settembre 1838 veniva accolto l'Arciduca Giovanni d'Austria con 11 dilettanti filarmonici. Tuttavia la storia segna l'avvio ufficiale della banda nel 1844, il 5 febbraio, data che corrisponde alla firma dello statuto, (purtroppo non più rintracciato) riconosciuto pure dall'allora governo austriaco. Infatti nel 1843 si parla del gruppo “musica banda”, per poi assumere il nome nel 1845 di “banda civica”. Il 23 novembre del 1844, la banda di Trento viene invitata a Riva del Garda in occasione del varo del piroscafo “Il benaco” e a questo concerto prendono parte numerosi elementi della banda di Riva del Garda da poco costituita. Nel 1847 la banda è già priva di M° e presidente; l'incarico di M° viene assunto dal dilettante Luigi Borroi, che pure anticipa di tasca propria le spese per il rinfresco della ventina di componenti. Il 21 febbraio del 1850 la banda acquista gli strumenti per suonare dalla ditta Pelitti di Milano (la spesa è sostenuta dal comune). Da un inventario del 16 novembre del 1854 risultavano: 1 ottavino, 1 flauto mib, 3 clarinetti sib, 1 clarinetto mib, 3 corni a pistoni, 1 corno segnale, 3 trombe a macchina, 1 tromba a orologio, 1 pelittone in do, 2 tamburini, 1 badiotta (capello cinese). Il Maestro Cesare Dominiceti (nato a Desenzano del Garda il 12 luglio 1821, morto a Sesto S. Giovanni il 20 giugno 1888), la dirigerà dal 1850 al 1858, (in seguito darà docente al conservatorio di Milano), Giosuè De Gregori ( Como 1829-Innsbruck 1916) dall' 11 novembre 1858 (data di assunzione) al 1871, Peicher dal 1872 al 1874, Giuseppe Coumerme (fagottista di Napoli) dal 1874 al 1884 (il 22 novembre del 1884 questo M° pubblica una lettera sul giornale “Il benaco”, dove saluta i rivani ed annuncia che di lì a poco migrerà in Uruguay) e Giacomo Brunelli dal 1884 al 1889.

 La banda di Riva nel 1897

Attraverso l'analisi del fondo musicale De Lutti, è possibile rintracciare il gusto artistico musicale di Riva del Garda nel 1800 e quindi capire in quale contesto si muoveva l'attività della banda musicale di questo secolo. L'archivio musicale della famiglia nobile rivana si presenta eterogeneo e deve non poco alla figura di Vincenzo de Lutti padre (1788-1854), presidente della Società Benacense di Cultura, mecenate, appassionato propugnatore delle idee risorgimentali. Nella figura di Vincenzo de Lutti figlio (1832-1896), accanto alla passione musicale si trova l'impegno politico pubblico, è infatti consigliere comunale e podestà cittadino, presidente della società filarmonica e della Società del Teatro, laureato in giurisprudenza all'Università di Innsbruck. Completati gli studi di composizione a Milano, è “l'anima patriottica e artistica” di Riva del Garda. Nel salotto tipico ottocentesco dei de Lutti si incontrano e si frequentano pittori e scultori come Hayez, Vela e Sacco, l'architetto Caregaro, Negrin, poeti e letterati come Giovanni Prati e Gazzoletti, la Anzoletti e Zanella, mentre Andrea Maffei è tra gli ospiti più regolari. Nella seconda metta del 1800 questa figura vivrà gran parte dei propri anni nelle ville di S. Alessandro (frazione di Riva del Garda) e di Campo Lomaso (presso Fiavè in prov. Di Trento). Il fondo musicale de Lutti è composto da oltre 700 documenti, per lo più manoscritti costituiti da arie d'opera per canto e pianoforte, altre esclusivamente strumentali, oltre ad opere di didattica musicale, numerosi valzer degli Strauss, brani per pianoforte a quattro mani. Interessante la presenza nel fondo di due danze polonesi dedicate ad Anatolio Santi, tra i primi insegnanti della banda di Riva del Garda, (insegnante di pianoforte anche del de Lutti figlio) autore fra l'altro di un Pot-pourri per pianoforte a quattro mani sull' opera “Lucia di Lammermoor”, una messa a tre voci e piccola orchestra, oltre ad alcuni manoscritti anonimi probabilmente di Giosuè De Gregorii, M° della banda, autore tra l'altro di una sonata per flauto e pianoforte, una sonata a tre per due violini e viola e una serie di elaborazioni per gruppo cameristico di arie d'opera, con impiego del flauto e di alcuni strumenti ad arco. Per meglio comprendere la figura di Vincenzo de Lutti figlio, va ricordato che il 22 marzo 1858 si rappresentò al Teatro alla Scala di Milano l'opera “Berengario d'Ivrea”, scritta dal de Lutti su libretto di Antonio Gazzoletti. Questo amore per il teatro farà si che nel 1857 nasce la Società di Azionisti del teatro, dalle cui proposte sorge nel giro di pochi anni il Teatro Sociale. Il de Lutti è il presidente, del progetto si occupa l'architetto Antonio Caregaro Negrin:platea, palchi e loggione possono ospitare 500 persone a sedere, 800 durante i veglioni e le feste in maschera (secondo testimonianze i palchi erano addobbati in velluto e raso rosso con drappeggi signorili) . Alle sottoscrizioni dei soci si unisce ben presto il sostegno economico del Municipio. L'inaugurazione è del 13 febbraio 1865, vede l'orchestra diretta da Giosuè De Gregori (quasi interamente composta da elementi locali) con l'opera “I due Foscari” di Verdi. Causa la 3° guerra di indipendenza De Gregari lascia solo momentaneamente Riva L'apertura invece del Teatro Perini è attorno al 1880. Il 19 novembre 1899 si inaugura l'Oratorio Parrocchiale con annesso il piccolo teatro. Il complesso è progettato dall'ingegnere D. Zanelli.

La banda di Riva del Garda nel 1897 

La banda di Riva nel 1908

Dopo aver studiato al conservatorio di Milano, con Lauro Rossi (allora direttore del conservatorio), viene a Riva del Garda Giosuè De Gregori, ( Como 1829-Innsbruck 1916) dall' 11 novembre 1858 (data di assunzione) al 1871. E'il musicista più rappresentativo operante in città nella seconda metà del 1800; organista, direttore di banda, direttore d'orchestra, maestro concertatore all'opera, compositore, didatta, nonché commerciante e accordatore di strumenti musicali. Persona dinamica, frenato soltanto dal progredire della cecità, morto ad Innsbruck, nel 1916, all'età di 87 anni. Presso la Civica Biblioteca di Trento e presso l'archivio privato del dott. Albino Tonelli, si possono trovare numerose trascrizioni per fiati, dal settimino alla grande banda, per lo più riduzioni di opere liriche. Molto amico di Arrigo Boito (si trovano alcune lettere di questo musicista autografe presso l'archivio Tonelli), a partire dal 1891 De Gregori dovrà lasciare ogni incarico per problemi di famiglia e di salute. Il regolamento, steso sul modello della banda di Como, quindi probabilmente portato dal De Gregari sancisce nell'art. 1 che i componenti devono essere almeno in numero di 26, al secondo paragrafo l'intervento del comune deve essere di 200 fiorini il primo anno, 100 nel secondo e 100 nel terzo, con l'obbligo di suonare gratuitamente ogni qual volta se ne presenti la necessità ed almeno una volta al mese in pubblico, gli strumenti sono a carico degli allievi con un anticipo societario in più anni (art. 6), i bandisti non possono esibirsi in pubblico senza il consenso dell'associazione (art. 13). Tre saranno le prove settimanali (art. 7). La trascrizione e la riduzione dei brani è pagata separatamente al M° (art. 8 e 10). I vecchi strumenti vengono venduti e se ne acquistano una ventina di nuovi dalla ditta Monzino di Milano, tramite il De Gregori.A distanza di oltre un secolo è evidente il ruolo fondamentale giocato dall'allora civica amministrazione nelle scelte operate in ambito culturale e musicale. Mentre verso il 1850 inizierà il fenomeno dei bagni al lago, con conseguente apertura dei primi hotel e alberghi, cambiando la fisionomia della città. Inizia il fenomeno del turismo economicamente inteso, che porterà a Riva personaggi come Nietzsche, Heinrich, Thomas Mann, Franz Kafka .A testimonianza della vivacità musicale di quegli anni, numerosi sono i regolamenti e gli statuti adottati per l'attività musicale: 20 febbraio 1862 statuto per la società filarmonica, 20 aprile 1871 regolamento per il Corpo Banda in Riva: è istituito un piccolo corpo di musica banda civica, composto da non meno di 26 bandisti…., 9 maggio 1876, statuto del club musicale di Riva.

 Interrotta l'attività nel 1879, si ricostituì nel 1893 ed ebbe successivamente i Maestri: Alessandro Ravera, (1893-1897) Giuseppe Galimberti, (1897-1900), Eugenio Palazzi (1900-1901), Giovanni Russolo (1901-1905) Da ricordare il provvedimento del comune di Riva del Garda, dove il 15 maggio del 1898 indice un concorso per il posto di Maestro Direttore delle sezioni Banda ed Orchestra della Scuola Filarmonica cittadina.. E' del 15 settembre 1900 inoltre il provvedimento del municipio di Riva del Garda attraverso il quale si aprono le iscrizioni per alunni che vogliono dedicarsi allo studio di strumenti a fiato e ad arco in modo da riorganizzare le due sezioni della Scuola Filarmonica Comunale. E' del 1902 l'istituzione di una fanfara operaia della società Concordia e ginnastica, diretta nel 1905 da Silvio Bonometti. Sospesa l'attività di nuovo nel 1905, riprenderà nel 1906 ( è del 6 novembre 1907 un provvedimento del Municipio di Riva del Garda attraverso il quale si conferma il Sig. Angelo Borlenghi al ruolo di M° primario della cittadina scuola filarmonica), sotto la guida del M° Angelo Borlenghi, (che la dirigerà fino al 1912, perché poi chiamato all'insegnamento presso il conservatorio di Firenze) figlio d'arte (anche il padre e il nonno erano musicisti) compositore e strumentatore per banda, diplomato in organo e composizione, nato a Gussola (Cremona) il 18.10.1878 e morto a Pistoia il 29.08 1931. A diciotto anni era già Maestro della banda di Sesto Cremonese. Tra le opere scritte si ricordano quelle teatrali, “Juana”, “Don Perez”, “Cleopatra”, la fantasia “Sognando”, (composta a Locarno nel febbraio 1905) che gli permise di vincere il 1° premio di 1a categoria in un concorso di composizione bandistica, attualmente disponibile in versione manoscritta presso la biblioteca civica di Riva del Garda.La marcia classica tripartita “Indipendenza Ticinese”, eseguita per la prima volta nella piazza grande di Locarno dalle bande di Bellinzona, Locarno, Pallanza, Luino e Sutra il 10 agosto 1903 e ”Notte d'amore” composto a Biasca nel novembre 1905, un valzer in puro stile viennese, sono invece depositati presso l'archivio del Corpo Bandistico di Riva del Garda. Si ricordano anche vari pezzi per pianoforte e liriche; strumentò per la casa editrice Ricordi la Sinfonia dall'Opera “I promessi sposi” e i “I lituani” di A. Ponchielli; fu inoltre autore del “Trattato di strumentazione per orchestra e per banda” (scritto tra il 1897 ed il 1901) e insegnante al conservatorio di Firenze di composizione e strumentazione per banda. Fu chiamato a far parte della giuria del concorso musicale indetto dal Comitato dell'Esposizione Internazionale di Milano. (Qui si trovò in giuria assieme ad Alessandro Vessella, (21.03.1860-06.01.1929) celebre ancora oggi per aver pubblicato numerosi trattati e studi sul repertorio bandistico italiano) Si presentò inoltre in teatri lirici italiani, svizzeri e tedeschi. Si spostò dapprima nel Canton Ticino, a Biasca, a Bellinzona poi a Locarno dove fu applaudito direttore d'orchestra e di coro per poi approdare a Riva del Garda. A Riva del Garda nacque suo figlio Enzo, il 20.03.1908, a sua volta compositore e pianista, insegnante di armonia, composizione e contrappunto al conservatorio di Lucca dove dal 1970 al 1978 è stato anche direttore.

Da una analisi stilistica effettuata dal musicista rivano Nicola Straffelini (1964-) sulle partiture “Sognando” “Indipendenza ticinese” e “Notte d'amore” si evidenziano aspetti comuni: la sezione dei clarinetti è composta da clarinetto piccolo in mib e clarinetti in sib divisi in 3,4 o 5 parti, gli ottoni chiari sono rappresentati da due cornette in si b, tre contralti in mib due flicorni baritoni ed i bassi. La sezione delle percussioni varia da brano a brano, presentando un notevole corpo strumentale con tamburo, grancassa, piatti,triangolo, tam tam e tamburello basco. In “notte d'amore” si aggiungono ottavino, flauto e clarinetti bassi. Interessante notare l'assenza in tutte e 3 le partiture della sezione dei sassofoni, dovuta probabilmente all'indisponibilità momentanea di questi strumenti, visto che appaiono in partiture successive (ad es. in sul lago di Garda, pubblicato da Lapini a Firenze nel 1907).

Sotto la guida attenta di Angelo Borlenghi la banda cittadina raggiunse eccellenti livelli musicali, anche per la bravura di taluni solisti, che fungevano anche da Istruttori, tra i quali citiamo: Armando Torelli di Modena (flicornino), Ettore Salvadoretti di Treviso (clarinetto), Alessandro Del Cielo di Modena (trombone) Ganzerli (flicorno baritono), Guido Alberti (flicorno baritono). Il complesso poteva vantare nel suo repertorio un gran numero di pezzi di elevata difficoltà ed il suo organico esiste oggi solo nelle grandi bande militari. (da un programma del 1908, la banda suonava le danze ungheresi di Brhams, la serenata di Schubert, il Peer Gynt di Grieg, il poema sinfonico Finlandia di Sibelius, nelle steppe dell'Asia centrale di Borodin, la 5a sinfonia di Beethoven, la fuga in sol minore di Bach. Quel complesso si fece apprezzare non solo in regione, ma anche nell'Italia di allora e fu invitato più volte a partecipare a concorsi bandistici con l'esecuzione di impegnativi pezzi d'obbligo.Ci è giunta fin dal 1909 la notizia del pagamento di Maestro e bandisti: per 1 concerto il Maestro percepiva 10 corone, gli istruttori 5 corone, i suonatori di 1° cat. e cat. Intermedia 3,5 corone, i musicisti di 2° cat. 2,5 corone, il bidello 2 corone, il porta tamburane 1 corona. Nel giugno del 1911 la banda di Riva del Garda è invitata a Trento per i festeggiamenti del 25° di fondazione della banda cittadina e sempre nello stesso anno e precisamente nei giorni 13,14 e 15 agosto partecipa al Concorso Internazionale di Torino. Si vuole ricordare anche la trasferta di Venezia, per un fatto a dir poco curioso: i bandisti furono costretti a presentarsi in abiti civili per il veto posto dalle autorità Austro-Ungariche di indossare la sontuosa e pomposa divisa. Nel 1912 e 1913 la banda venne diretta dal M° Oreste Forni, mentre nel 1914 viene assunto, quale Maestro della scuola filarmonica Carlo Petovsek di Trieste perché unico aspirante austriaco su 55; gli altri avrebbero dovuto assoggettarsi alla sudditanza austriaca ma non lo fecero. Sospesa ancora una volta l'attività causa la 1a guerra mondiale, (nel frattempo era diventato una sezione di una più vasta Scuola Filarmonica cittadina) la banda di Riva del Garda si ripresenta nel 1920 con il Maestro Pietro Mastrangelo, (già direttore della banda del 18° fanteria di Trento) un'altra grande bacchetta che mette in grado la banda di crescere poco a poco, diventando un complesso famoso ed apprezzato come quello del Borlenghi. La banda partecipò a vari concorsi e fu invitata anche a Novara in occasione della Mostra dell'Agricoltura. E' del 1924 il contributo pro banda della Società d'abbellimento di Lire 500, mentre l'8 luglio 1924 Mario Bettinazzi rassegna le dimissioni dal curatorio della Scuola Filarmonica di Riva del Garda, riscontrando palese ostilità al fascismo da parte della cittadinanza di Riva. L'11 settembre 1924 viene approvato un nuovo statuto della società della banda musicale cittadina: il corpo musicale è costituito dal M° ed al massimo da 45 bandisti effettivi, da un numero di 10 allievi classificati e da un numero indeterminato di apprendisti. Pochi giorni dopo, il 16 settembre il M° Mastrangelo viene assunto provvisoriamente. E' invece dell' ottobre 1924 la partecipazione della fanfara della società sportiva benacense al !° Congresso regionale di fanfare. Nel 1926 la banda riceve un contributo di Lire 23.533,60 dall' Impresa dei Pubblici Esercizi (questa somma rappresenta il totale di una raccolta attraverso la quale gli artigiani, gli alberhi e le ditte di allora “sponsorizzavano la banda); l'anno successivo, nel 1927, questa somma diventerà di Lire 32.000 tra gennaio ed agosto e di Lire 16.000 dal settembre al dicembre.

La banda di Riva in Rocca nel 1925

l 14 maggio 1929 tutto il materiale in possesso della banda, compreso gli strumenti, viene consegnato al Dopolavoro per la costituzione di una nuova banda. La banda diretta da Mastrangelo lascia quindi il posto ad una nuova formazione, la banda dei “giovani marinaretti”.Nel 1934 viene infatti organizzata una scuola filarmonica cittadina del Dopolavoro.

La nascita ufficiale di questa formazione è datata primavera 1935. In un pomeriggio di un “sabato fascista” (veniva così chiamato il tempo che veniva dedicato all'apprendimento delle discipline marinare”) molti ragazzi di Riva “marinaretti” dell'opera nazionale balilla furono invitati a recarsi presso la Rocca, dove disordinatamente e accatastati l'uno sull'altro in uno stanzone si trovavano gli strumenti musicali della banda Mastrangelo. Questi ragazzi, ricorrendosi e facendo a gara di chi primo arrivava…….scelsero uno strumento. Sotto lo sguardo divertito e attendo del capitano Achille Chincarini, affiancato dal Maestro della banda del 5° reg. artiglieria pesante di stanza nella caserma Damiano Chiesa (attualmente Istituto Tecnico Commerciale), il maresciallo Barone (di origine siciliana) invitò i ragazzi (tra i dodici e i quindici anni) a soffiare negli strumenti, con risultati immaginabili. Dopo opportune selezioni e molte ore di insegnamento nell'ottobre del 1935 una formazione di venti elementi potè esibirsi con due marci, la numero 10 e la numero 11 durante la partenza dei soldati italiani per l'Africa orientale dalla stazione della ferrovia Mori-Arco-Riva. Il trenino effettuerà l'ultima corsa il 31.10.1935, sostituito poi dal servizio di torpedoni. Negli anni successivi la banda effettuò servizi per le parate militari o fasciste, (vedi foto corteo in V.le Dante a Riva presente presso l'attuale sede del Corpo Bandistico Riva) come la festa dello statuto (5 giugno) la ricorrenza del 28 ottobre (marcia su Roma) le processioni del “Corpus Domini” del venerdì Santo, per i saggi ginnici ed altre manifestazioni nazionali e locali.

La banda dei marinaretti alla stazione dei treni 

di Mori che aspettava il treno con Hitler e Mussolini

Dopo il Maestro Barone la banda fu diretta per qualche tempo da altri due Maestri: Mario Maino, soprannominato “chichibbio” che è ancora ricordato dai bandisti superstiti per la colorita espressione “porcoddieci”, che sovente usciva dalla sua bocca nel corso delle prove e Silvio Bonometti, nel cui nome è racchiusa significativamente la sua bontà, che diresse questa formazione fino all'esaurimento. Per l'anedottica si ricorda ancora oggi (vedi foto presso la sede del Corpo Bandistico Riva) il servizio alla stazione di Mori in occasione del passaggio del treno che recava Hitler e Mussolini a Roma il 03.05.1938 e l'episodio che coinvolse Ezio Marchi, allora marinaretto poi Presidente del sodalizio dal 1978 al 1982………..”la banda era stata posizionata unitamente a tutte le altre formazioni di rappresentanza davanti alla stazione medesima, mentre io venni collocato in fondo alla rampa del binario nord, con l'ordine di eseguire tre squilli di “attenti” al momento dell'arrivo del treno. All'improvviso mi si avvicinò un signore che con mano lesta mi strappò il flicornino, ne tolse il bocchino, le pompe, ne ispezionò la campana, restituendomi il tutto smontato, senza una parola. Mi dissero poi più tardi che si trattò di un'ispezione della polizia anti-attentati……”.

La banda dei marinaretti venne poi invitata anche ad accompagnare il rito funebre che si tenne a Gardone in occasione della morte del poeta Gabriele D'Annunzio.(1938) Le cronache ricordano che la banda si imbarcò su un battello salpato da Piazza Catena ( a presenziare al rito la banda andò senza strumenti ed in divisa; nell'estate 2002 Il Presidente del Corpo Bandistico Riva del Garda Tiziano Tarolli assieme al segretario Andrea Peroni hanno potuto verificare di persona presso il Vittoriale di Gardone la presenza di 3 fotografie (sulle 300 scattate per i funerali) dove sono ritratti Ezio Marchi, Dario Mosaner e Mazarini con il duce in primo piano). Ancora Ezio Marchi ricorda: “….non ho pure mai scordato l'esecuzione per ben 14 volte dell'inno “il ritorno del legionario” (mamma ritorno ancor nella casetta) suonato dalla banda in occasione della sfilata dei reparti militari in festa per la presa di “Addis Abeba e conseguente proclamazione dell'impero, 09.05.1936. Dopo la 5a ripetizione il suono iniziò ad affievolirsi progressivamente causa la stanchezza, fin tanto che si udì solo il caratteristico..umpa-umpa-umpapà, supportato dalla grancassa e dal tamburino. Dal 1939 al 1972 non ci furono associazioni bandistiche. Negli anni 50 si sviluppò invece il coro Pozzini

Arriviamo così alla rifondazione, esattamente il 18.10.72 (questa è la data riportata dalla lettera inviata dal comune di Riva del Garda al gruppo di musicisti e cittadini rivani interessati ). Il primo dicembre, presso la chiesa di S. Giuseppe, dove transitoriamente ci sarà anche la sede, vengono convocati i candidati bandisti per l'assegnazione degli strumenti. In primavera , esattamente il 22 aprile 1973, giorno di Pasqua, si terrà il 1° concerto della neonata banda cittadina (Piazza S. Rocco).

 Nel 1973 davanti al Municipio di Riva del Garda.

Il 29 aprile presso la Rocca si terrà la 1a assemblea dove verrà approvato il 1° statuto e la nomina della direzione: 11 consiglieri, 5 da eleggere tra i soci, 4 fra i bandisti, un rappresentante del comune e uno dell'Azienda turistica. Subito si avviano i corsi indetti dal Ministero della pubblica istruzione, con 40 allievi. La banda alla rinascita vede alla presidenza il Sig. Remo Marconi, morto il 16.12.1977 quando ancora ricopriva tale carica (molti oggi lo ricordano come una persona particolarmente legata alla musica ed alle sorti della banda cittadina) e alla direzione il Sig. Roberto Giuliani di Nago. (Tra i brani più eseguiti allora la marcia “tifosa” e “Alte kameraden”). Due anni più tardi arriverà alla direzione del complesso rivano il Maestro Emidio Carulli, figura carismatica del mondo bandistico italiano, il quale diede notevole impulso all'attività culturale rivana, proponendo un repertorio impegnativo e variegato. Nell'arco di quasi dieci anni, trasformò radicalmente la banda e tutt'oggi è ricordato affettuosamente dai veterani per la disciplina impeccabile e l'entusiasmo profuso ai suonatori. Fin da giovanissimo ha frequentato l'Accademia di S.Cecilia a Roma, considerato dai suoi insegnanti un “enfant prodige”. In seguito fu 1° trombone dell'Orchestra della Fenice di Venezia e 1° flicorno tenore della banda dei carabinieri. Arrivato in trentino (insegnante di ottoni presso il Conservatorio di Trento), diresse la banda Mascagni di Bolzano e la banda di Lizzana. E' ricordato come uno dei migliori insegnanti (ottoni) degli anni settanta della Prov. di Trento. Carulli morì l' 08.05.1990. Di quegli anni si ricordano brani come “wo di Volga fliesst” e l'ouverture tratta da “Il poeta e il contadino”. Nel 1983 e fino al 1984 alla guida del sodalizio rivano è chiamato Emiliano Gusperti, diplomato in corno ed allievo del Maestro Lombardi, insegnante di strumentazione per banda al Conservatorio di Verona (deceduto nel maggio 2002). Gusperti diresse anche la banda di Desenzano e la banda di Peschiera. Di questo biennio si ricordano brani come “Instant concert” e “Theme variè”. A Gusperti succedette il Maestro Mario Lutterotti, che si presentò al pubblico rivano alla guida della banda al concerto di Natale del 1984. Nato nel 1959 e diplomato in tromba nel 1979 al conservatorio di Trento, allievo del Maestro Carulli Emidio , bandista della stessa banda di Riva e proveniente dalla direzione della banda di Folgaria, Lutterotti abbinando competenza ed entusiasmo ha accompagnato ed inanellato una serie di successi prestigiosi a livello nazionale ed internazionale, merito anche di una compagine bandistica cittadina di buon livello, grazie alla presenza a Riva del Garda di una scuola musicale civica (fondazione primi anni settanta) ed anche la presenza di un Conservatorio musicale statale, istituzioni dalle quali sono usciti alcuni degli strumentisti che maggiormente hanno influito sulle sorti artistiche della banda. Tra questi Rolando Prezzi, Cristina Fava, Enrico Bagozzi, Fabrizio Gereon, Diego Baroni, Cinzia Leoni, Elena Meregalli, Germano Lorenzi, tutti diplomati in clarinetto, Cristina Lorenzi, Francesca Patuzzi, Tiziano Tarolli diplomati in flauto, Marco Somadossi, Albino Zanoni diplomati in trombone, Daria Morandi diplomata in oboe, Livio Ducati Carloni diplomato in tuba e la canadese, stabilitasi a Riva, Emily Harris diplomata in trombone ed euhponium. Nel 1992 la banda si esibisce in collaborazione con il Festival “Musica Riva”, incontro internazionale dedicato al perfezionamento musicale di giovani promesse nel campo della musica classica (1a ed. 1984) accompagnando due solisti di fama come Hans Elhorst all'oboe e Roger Bobo alla tuba. Nel 1997 la banda collabora alla manifestazione “verso il millennio” tenutasi a Riva del Garda (conferenza internazionale di tuba ed euphonium), accompagnando in prima mondiale il tubista Mario Barsotti (tuba principale dell'orchestra del maggio musicale fiorentino) e Floriano Rosini (trombone principale dell'orchestra di Lugano). Numerose le partecipazioni ai concorsi: nel 1991 1° posto al concorso internazionale di Brno (Repubblica Ceca). A seguito di questa trasferta l'allora Sindaco di Riva Enzo Bassetti, assieme al M° Lutterotti, Cristina Fava ed al Presidente Giovanni Molinari, gettarono le basi per il concorso bandistico internazionale “ Flicorno d'oro” , oggi uno tra i più importanti appuntamenti bandistici d'Europa. Nel 1993 proseguono i riconoscimenti: 1° posto al concorso internazionale “ Musica Europea Bohemica di Pardubice(Repubblica Ceca), nel 1995 2° posto al concorso bandistico dell'area tirolese tenutosi a Merano, sempre nel 1995 1° posto al concorso nazionale di Condove (Torino), nel 1998 1° premio assoluto al 1° concorso bandistico nazionale di Moglia (Mn) con 334,50 punti su un massimo di 360). Nel 1999 1° posto nel concorso bandistico di Salsomaggiore terme riservato alla musica di intrattenimento, oltre anche ad ottenere il premio per la migliore interpretazione del brano d'obbligo e il premio a Michele Brigà, flicorno soprano, quale miglior solista del concorso ( in giuria è presente anche il compositore Andrè Waignein, che in occasione di un' edizione del ”flicorno d'oro” ha scritto e dedicato a Riva del Garda il brano “Riva pictures”, attualmente presente in archivio della banda di Riva). Nel 1999 numerosi elementi della banda, tra i quali Mario Lutterotti , Cristina Fava, Marco Carpita, Tiziano Tarolli, Marco Somadossi, Rolando Prezzi, sono soci fondatori dell' “Accademia Musicale Altogarda”, associazione che si occupa della formazione dei nuovi bandisti. In collaborazione con la stessa vengono invitati a tenere a Riva del Garda master i tubisti Roger Bobo e Velvet Brown, i quali si sono esibiti in concerto con la compagine bandistica. Da ricordare la data del 30.06.2002, data di inaugurazione della nuova e ristrutturata sede del Corpo bandistico Riva del Garda, (alla presenza del Sindaco di Riva del Garda Cesare Malossini e dell'Assessore Luigi Marino) oltre che per il concerto celebrativo del 30° di rifondazione 1972-2002 al quale sono stati invitati e premiati tutti i Maestri e Presidenti dalla rifondazione ad oggi. Nella stessa giornata è stata intitolata la sala prove a Guido Zanolli (1912-1995) entrato nel 1925 a soli tredici anni, sotto la guida del Maestro Mastrangelo, nella banda di Riva del Garda come clarinettista. Nel 1933 suonò a Milano nella banda presidiaria di quel Corpo d'Armata , nel 1941 a Roma e nel 1950 con la banda cittadina di Trento. Collaborò poi con la banda di Lizzana, Bolzano e Rovereto. Con la rifondazione del 1972 viene nominato vice-maestro ed a lui vengono affidati i corsi musicali di orientamento bandistico.

A Partire dal settembre 1999 la festa del corpo bandistico di Riva “ impazzalabandainpiazza ”, attraverso la quale si finanzia in parte l'attività. Nell'agosto del 2002 la trasferta (dal 29 agosto al 1 settembre) su invito del comune di Canicattini Bagni in Sicilia per la partecipazione alla rassegna bandistica locale. Da ricordare oltre la registrazione di 4 Cd “West side story” (1990) “Diagram” (1994) “Al cinema con la banda” (1997),  "Quadretti natalizi" (2002), la creazione dello spettacolo multimediale “al cinema con la banda”, (1a esecuzione 15.08.2001) all'interno del quale la banda esegue le colonne sonore di film che vengono proiettati in contemporanea su schermo gigante; nell'intervallo tra un brano e l'altro, attori ripropongono dialoghi significativi estratti dagli stessi film. E' dell' aprile 2004 la partecipazione al 1° concorso nazionale bandistico "città di Ghedi" svoltosi a Ghedi (BS), dove il Corpo Bandistico Riva del Garda si piazza al 2° posto assoluto in 1a categoria , con punti 78, preceduto dal Corpo Musicale di Costa Volpino (BG). In giuria Jo Conjaerts, Arturo Andreoli e Michele Mangani.

Tutti I maestri del

Corpo Bandistico Riva del Garda

Maestro

  dal       al

Santi Anatolio 1844-1847
Borroi Luigi 1847-1850
Dominiceti Cesare 1850-1858
De Gregori Giosuè 1858-1871
Peiker Francesco 1872-1874
Coumerme Giuseppe 1874-1884
Brunelli Giacomo 1884-1889
Ravera Alessandro 1893-1897
Galimberti Giuseppe 1897-1900
Palazzi Eugenio 1900-1901
Russolo Giovanni 1901-1905
Borlenghi Angelo 1906-1912
Mastrangelo Pietro 1920

.....................dalla rifondazione del 1972

Giuliani Roberto 1972-1975
Carulli Emidio 1975-1983
Gusperti Emiliano 1983-1984
Lutterotti Mario 1984-attuale

Presidenti dal 1972 ad oggi

Marconi Remo 1972-1977
Egidi Elio 1977-1978
Marchi Ezio 1978-1982
Albertini Mario 1982-1984
Molinari Giovanni 1984-1991
Bagozzi Pierluigi 1991-1994
Bassetti Enzo 1994-1999
Tarolli Tiziano 1999-2005
Pauletti Marco 2005-
Home | Contact us| copyright 2008 |